Tolmezzo (UD) – Chiesa di Santa Caterina


Tolmezzo (UD) – Chiesa di Santa Caterina (facciata).

Commemorazione di ricostruzione. 
Terremoto/i di riferimento: 20 ottobre 1788.
Testo: D.[eo] O.[ptimo] M.[aximo] / Prisca divae Catharina aedes / terraemotu simul eversa / fundamentis reparata / A.[nno] S.[alutis] MDCCXCV //
Trad.: A Dio ottimo massimo. L’antica chiesa di santa Caterina, improvvisamente distrutta dal terremoto, è stata riparata dalle fondamenta nell’anno della salvezza 1795.
Bib.: P. Albini e M.S. Barbano,(1991). Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti. Atti del Convegno, Pisa, 25-27 Giugno 1990, vol. 2.
Note:L’iscrizione è connessa, anche se non vi è riferimento esplicito, al terremoto di Tolmezzo del 20 ottobre 1788, che provocò nella cittadina carnica gravi danni e circa trenta vittime.

Fotografia: M.S. Barbano.

Torremaggiore (FG) – Chiesa matrice di San Nicola

Torremaggiore (FG) – Chiesa matrice di San Nicola (facciata, sopra la porta laterale destra).
Commemorazione di ricostruzione.
Terremoto di riferimento: 30 luglio 1627.
Testo: Mille sexcentum viginti / iungito septem / insolitis terraemotibus / ecce ruit / templum cum Turrimaiori / postea structum / exiguis populi sumptibus / atque fuit 1631 //
Trad.: Nel 1627 ecco che  insieme a Torremaggiore, crollò per insoliti terremoti la chiesa, poi ricostruita con i modesti mezzi della popolazione e ciò avvenne nel 1631.
Bib.: M. Zifaro, Libretto guida alla chiesa matrice di San Nicola, Archeoclub Torremaggiore, s.d.
Note: -.

Fotografia: Matteo Zifaro.

Urbania (PU) – Piazza san Cristoforo

iscrizione-urbaniaUrbania (PU) – Piazza san Cristoforo.
Colonna votiva di san Cristoforo.
Terremoto/i di riferimento: 3 giugno 1781
Testo: Anno Christiano MDCCLXXXI / maximo terrae motu / civitas universa / ab sedibus suis et solo patrio / extorris / ex ante d[iem] III id[us] Iun[ii] / incolumis / in campo tetendit / et ibi altare ad sacrificandum / aedicula circum / opere subitario constituta / dies XXXXV stetit. //

Traduzione: Nell’anno 1781 dell’era cristiana, prima dell’alba del 3 giugno, tutta la cittadinanza, scacciata per un grandissimo terremoto dalle case e dal suolo patrio, si trasferì in aperta campagna e – dopo aver innalzato un altare per la Messa e averlo riparato sotto una struttura improvvisata – si trattenne in quel luogo per quarantacinque giorni.colonna-san-cristoforo
Note:  la colonna fu eretta nel 1870 come ringraziamento della Comunità di Urbania al santo patrono per lo scampato pericolo dal terremoto del 1781 e dall’epidemia di colera del 1855.
Ringraziamo Laura Santi, responsabile del Museo civico e della Biblioteca Comunale di Urbania per averci cortesemente fornito le immagini.
Bib.: Archivio degli autori

Fotografie di Laura Santi.

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Fara Vicentino (VI) – Chiesa di San Fortunato

dscn0926 dscn0929Fara Vicentino (VI) – Chiesa di San Fortunato.
Commemorazione di scampato pericolo.
Terremoto/i di riferimento: 12 giugno 1836.
Testo: Virgo sine labe concepta / instaurata a[nno] S[alutis] MDCCCXXXVI / Farra liberata a flagello / cholera et terraemotu. //
Trad.: Vergine immacolata, restaurata nell’anno della salvezza 1836, [in rendimento di grazia] per la  liberazione di Farra dal flagello del colera e dal terremoto.
Bib.:-.
Note: La scritta è contenuta in un cartiglio posto ai piedi della Madonna Immacolata raffigurata in un dipinto del 1675 (cfr. cartiglio più piccolo a sinistra). Il dipinto venne restaurato nel 1836 in segno di gratitudine per lo scampato pericolo dall’epidemia di colera di quell’anno e dal terremoto. Ringraziamo Francesco Brazzale per le informazioni e per averci permesso di riprodurre l’immagine.
L’avvertimento del terremoto del 1836 a Fara Vicentino non è censito dal Database Macrosismico Italiano DBMI15, in cui la storia sismica di Fara Vicentino è composta da un solo dato, relativo all’avvertimento senza danni di un terremoto localizzato in provincia di Reggio Emilia il 2 maggio 1987.

Fotografie di Francesco Brazzale.

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Monterchi (AR) – Torre civica

monterchi_1917Monterchi (AR) – Torre civica.
Commemorazione di ricostruzione.
Terremoto/i di riferimento: 26 aprile 1917.
Testo: Torre civica ed arco della rocca / da forza tellurica abbattuti / per volere di popolo ricostruiti / a ricordo e glorificazione / dei 92 monterchiesi caduti / nella guerra 1915-18 / 12 settembre 1937 a[nno] XV [dell’era fascista] //
Trad.: .
Bib.:-.
Note: -.

Fotografia di Viviana Castelli.

Guardiagrele (CH) – Collegiata di Santa Maria Maggiore

guardiagreleGuardiagrele (CH) – Collegiata di Santa Maria Maggiore.
Commemorazione di scampato pericolo.
Terremoto/i di riferimento: 10 settembre 1881.
Testo: Guardiagrelis / terraemotu liberata / divi Emygdii intercessione / quarto idus Septembris anni MDCCCLXXXI / giugno 1882. //
Trad.: Guardiagrele, liberata dal terremoto il 10 settembre 1881 per intercessione di sant’Emidio, [questo ricordo pose nel mese di] giugno 1882.
Bib.: F. Savarese, A. Tertulliani e F. Galadini, (2011). Le fonti sul terremoto del 10 settembre 1881 in provincia di Chieti: revisione critica e nuove conoscenze. Bollettino della Deputazione abruzzese di storia patria, 102, pp. 155-177.
Note: L’epigrafe è murata sotto una nicchia contenente la statua di sant’Emidio.

Fotografia di Massimiliano Stucchi.

Pinerolo (TO) – Via della Parrocchiale (a-b)

pinerolo_1808 Pinerolo (TO) – Via della Parrocchiale (a).
Commemorazione di restauro.
Terremoto/i di riferimento: 2 aprile 1808, 16 aprile 1808

Testo:  Retabli / pour le tremblem[ent] / de terre du mois d’avril 1808. //

Traduzione: Restaurato per il terremoto del mese di aprile 1808.
Bib.: G. Fioraso e G. Perrone (2012), L’evento sismico del 1808 nel Pinerolese. Sintesi delle conoscenze storiche e degli effetti sul territorio, Torino, 26 ottobre 2012.

Fotografia © G. Fioraso-G. Perrone.

Pinerolo (TO) – Via della Parrocchiale 2 (b).
Commemorazione di scritta commemorativa.
Terremoto/i di riferimento: 2 aprile 1808, 16 aprile 1808

Testo:  Nel 1808 un rovinoso terremoto colpì / la città di Pinerolo / a circa 40 metri sull’angolo / di Via Parrocchiale / una pietra scolpita / ricorda il terribile evento /(periodo III dominazione francese 1798-1814( /  Retabli pour le tremblement de terre du moi[s] d’avril 1808 / Anno MMIII – Lions Club / Pinerolese Host. //
Traduzione: -.
Bib.: Chi era costui? 

Fotografia © S. Vallocchia.

Benevento (BN) – Chiesa di San Domenico

Isandomenico_beneventoBenevento (BN) – Chiesa di San Domenico.
Commemorazione di ricostruzione.
Terremoto/i di riferimento: 5 giugno 1688.
Testo: Ecclesiam hanc Roffridus Epiphanius Friderici II / imperatoris / magnus consiliarius anno MCCXXX extruxit / terraemotus deinde anno MDCLXXXVIII funditus / deiecit / primarium vero lapidem pro eadem reædificanda / die XV Marty MDCLXXXXII rite benedixit, ac imposuit / frater Vincentius Maria Ord.[inis] Prædic.[catorum] / card.[inalis] Ursinus archiep.[iscop]us, qui etiam principem / aram die XXI, aram S[anctis]s.[imi] Rosary die / XXVIII, aram demum s.[ancti] Michaelis Archangeli / die ult.[ima] Decembris anni MDCLXXXXV / solemni ritu dedicans sacravit / et omnibus fidelibus singulis annis easdem aras / præfatis diebus visitantibus centum / indulgentiæ dies concessit. //
Trad.: Nell’anno 1230 Roffredo Epifanio, gran consigliere di Federico II imperatore, costruì questa chiesa e poi nell’anno 1688 il terremoto l’atterrò completamente. Il 15 marzo 1692 l’arcivescovo fra’ Vincenzo Maria dell’ordine dei Predicatori, cardinale Orsini, benedisse ritualmente la prima pietra della ricostruenda chiesa e con le sue proprie mani la murò. Egli inoltre ne consacrò e dedicò solennemente l’altar maggiore nel giorno 21 dicembre, l’altare del santissimo Rosario nel giorno 28 dicembre e infine l’altare di san Michele Arcangelo nel giorno 31 dicembre dell’anno 1695, concedendo altresì cento giorni di indulgenza  a tutti i fedeli che ogni anno nei giorni predetti visiteranno quegli stessi altari. 
Bib.: archivio degli autori.il_cardinale_orsini_tela_settecentesca_toro

Note: Fra’ Vincenzo Maria Orsini OP (1622-1730) fu arcivescovo di Benevento dal 1686 al 1724, anno in cui divenne papa col nome di Benedetto XIII. Amministratore attivo ed energico, a Benevento ebbe a confrontarsi con le violente sequenze sismiche che colpirono il Sannio e l’Irpinia nel 1688 e nel 1702 (eventi maggiori il 5 giugno 1688 e il 14 marzo 1702) e con la successiva ricostruzione edilizia ed economica della regione, che allora faceva parte dello Stato della Chiesa. Nel 1688, dopo essere scampato alla morte nel crollo del palazzo arcivescovile, fece pubblicare una Narratione de’ prodigi operati dal glorioso San Filippo Neri nella persona dell’E[minentissi]mo cardinale Orsini arcivescovo di Beneventoin occasione che rimase sotto le rovine delle sue stanze nel tremuoto che distrusse quella città a’ 5 di giugno 1688. Questo opuscolo diede il primo impulso alla devozione per san Filippo come protettore contro il terremoto. 

Fotografia: archivio degli autori.
Particolare del ritratto del cardinal Orsini da: G. Mascia, Restaurata la Madonna della Salute con il ritratto del Cardinale OrsiniToroWeb, 14 dicembre 2015.

Speciale 26 novembre 1972

Domenica 26 novembre 1972 alle 17:03 locali (44 anni prima della pubblicazione di questo Speciale) nelle Marche meridionali ci fu un terremoto di magnitudo 5.48 ±0.11 (CPTI15), il secondo per energia tra i terremoti storici localizzati nel territorio dell’attuale Provincia di Ascoli Piceno. La mappa delle intensità proposta per il terremoto del 26 novembre 1972 dal Database Macrosismico dei Terremoti Italiani DBMI15 può essere consultata con un clic sull’immagine qui riprodotta.titolo
Ad Ascoli Piceno – dopo la
partita di calcio vinta dalla squadra locale (da poco promossa in Serie B) – chi guardava il telefilm Tarzan alla TV dei Ragazzi o il cartone animato Cenerentola di Walt Disney in programma al cineteatro Ventidio Basso, chi andava e veniva dai seggi elettorali (era tempo di elezioni amministrative), e chi faceva due passi in Piazza del Popolo. Tra questi ultimi c’era anche l’artista Alfio Ortenzi, sorpreso dal terremoto nei pressi della Loggia dei Mercanti che avrebbe più tardi raffigurata sobbalzante sotto l’impeto delle scosse in uno dei suoi suggestivi e immaginosi dipinti.ortenzi_1973

Nella mappa qui sotto proponiamo un’antologia di immagini e memorie del terremoto del 26 novembre 1972 nel centro storico di Ascoli, da esplorare con un clic sui segnaposto rossi.
Ringraziamo Goffredo Zucchetti per l’autorizzazione a ripubblicare le sue foto, Piera Seghetti per averle postate su Facebook e Giovanni Ortenzi per aver condiviso con noi il ricordo delle impressioni di suo padre Alfio in quella lontana domenica di novembre e averci permesso di riprodurne il dipinto «Terremoto» (Alfio Ortenzi, 1973).

Fotografia del dipinto: © Giovanni Ortenzi.
Immagini e testi nella mappa: © Goffredo Zucchetti; archivio storico La Stampa (Torino).

 

Alfio Ortenzi (1973), Terremoto ad Ascoli

ortenzi_1973 Alfio Ortenzi (1973) – Terremoto ad Ascoli.ap_loggia
Terremoto/i di riferimento: 26 novembre 1972.
Testo: -.
Trad,: -.
Bib.: Alfio Ortenzi. Scultore, pittore, ceramista, vignettista (sito web).

Note: «Non ho ricordi particolari [sulla genesi del dipinto], so solo che [mio padre] fu sorpreso dal terremoto proprio mentre transitava in Piazza del Popolo di Ascoli, in quella Piazza (scorcio della Loggia dei Mercanti) rappresentata nel dipinto. Pur avendo vissuto il terremoto del 1943 […] ne rimase molto scosso. In quella circostanza la nostra abitazione, costruita in cemento armato negli anni ’60, rimase completamente intatta ma il limitrofo antico quartiere ascolano della Piazzarola fu fatto completamente evacuare. La qual cosa non lo rese per nulla tranquillo, tanto che trasferì la famiglia a casa dalla sorella in Alba Adriatica (TE)» (comunicazione personale del figlio dell’artista, ing. Giovanni Ortenzi, che ringraziamo per questa testimonianza e per averci permesso di riprodurre l’opera di suo padre).

Foto del dipinto: © Giovanni Ortenzi.