Frontone (PU) – Torre civica

FrontoneFrontone (PU) – Torre civica
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 3 giugno 1781

Testo: D.O.M. / Turrem hanc a Julio de Porta Icuvino / Frontonis et Biscinae comite / An[no] MDLXVI P.R. liberalitate excitatam / Terraemotus clade labentem an[no] MDCCLXXXI / Ardicinus de Porta Biscinae, et Carpinaru[m] comes / de Frontonatibus suis aeque solicitus / Pro-avi munificentiam emolatus [sic] / A fundamentis restituit anno MDCCLXXXIII //

Traduzione: A Dio Ottimo Massimo. Ardicino della Porta conte di Biscina e delle Carpini, giustamente attento ai bisogni dei suoi Frontonati e desideroso di emulare il suo antenato Giulio della Porta eugubino conte di Frontone e Biscina, dalla cui generosità questa torre era stata eretta nel 1566, essendo la medesima cadente a seguito del terremoto del 1781, l’ha ricostruita dalle fondamenta nell’anno 1783.

Bib.: Epigrafe segnalata da Fabrizio Cece. Foto di Ettore Sannipoli.

Siena (SI) – Chiesa di San Raimondo al Refugio

Siena1798_RefugioSiena (SI) – Chiesa di San Raimondo al Refugio.
Commemorazione di scampato pericolo da terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798.
Testo: –
Bib.:  M. Gennari, 2005. L’orribil scossa della vigilia di Pentecoste: Siena e il terremoto del 1798, Monteriggioni, Il leccio, 417 pp.

Nota: Il dipinto illustra gli effetti del terremoto nella chiesa del Conservatorio del Refugio, così descritti da un contemporaneo: «Gli morti sono una sola oblata del Refugio, e la figlia del Dr. Agostino Petrucci che dovea vestirsi (*), che erano in coro del detto Conservatorio per ammajare (**), e li rovinò la volta a dosso.» (A.F. Bandini, Diario senese 1798, Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, ms. D.III.14, c. 80r).
(*) Doveva essere ammessa nella congregazione del Refugio.
(**) «AMMAJARE. v[erbo] att[ivo]. Addobbare; ma più specialmente dicesi dell’ornare la chiesa, e anche le finestre e le strade, di fiori e verzura in occasione di festa» (Pietro Fanfani, Vocabolario dell’uso toscano, vol. I, Firenze, 1863).

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

Narni (TR): Concattedrale di San Giovenale

S_Giovenale_Narni1703Narni (TR) – Chiesa concattedrale di San Giovenale
Commemorazione di scampato pericolo da terremoti
Terremoto/i di riferimento: gennaio – febbraio 1703

Testo: JUVENALI MART. PARENTI OPT. / NARNIA UNIVERSA/ A TERRAEMOTU PRESERVATA / AN.DNI MDCCIII //

Traduzione: All’ottimo santo patrono Giovenale martire (offre) Narni tutta per essere stata preservata dal terremoto nell’anno del Signore 1703.

Note: l’iscrizione è incisa su un cartiglio alla base di un busto-reliquiario d’argento raffigurante san Giovenale patrono di Narni, donato dalla comunità narnese in ringraziamento per lo scampato pericolo dai grandi terremoti del 1703.

Bib.: M. Baratta, 1899. Saggio dei materiali per una storia dei fenomeni sismici avvenuti in Italia raccolti dal prof. Michele Stefano De Rossi. In: Bollettino della Società Geologica Italiana, vol. 18, pp. 432-460 (p. 442).
C. Perissinotto (ed.), 1998. San Giovenale. La cattedrale di Narni nella storia e nell’arte. Atti del Convegno di studi : Narni, 17-18 ottobre 1996, Narni, 292 pp. (p. 230).

Fossombrone (PU) – ex chiesa parrocchiale di San Biagio in Lastreto

Fossombrone (PU) – Chiesa parrocchiale di San Biagio in Lastreto
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto

Terremoto/i di riferimento: sconosciuto
Testo:  D.O.M. / Ecclesiam hanc improviso terr/emotus impetu quassam et una / cum domibus undequaque [sic] diruta/m ac deformatam Petrus Hercules / comes Albergatus Bononiensis / abbas benemerentissimus / gravi sum/ptu erexit instauravit ac nobili/orem in formam restituit lapis / hic qui eximi sensit pietatis motus / perennaturus memoriam / aeternum se reddidit monumentum / anno Reparatae salutis MDCLXXII //    

Traduzione: A Dio ottimo massimo. Il benemerentissimo abate conte Pietro Ercole Albergati bolognese ricostruì questa chiesa, che era stata  sconquassata, diroccata e lesionata in ogni sua parte insieme alle case dall’impeto improvviso di un terremoto, e con ingente spesa la rimise a nuovo conferendole un più nobile aspetto. Questa pietra conservi a lungo la memoria di colui che provò uno straordinario sentimento di pietà  [e] rese a se stesso un eterno ricordo nell’anno 1672 dalla Redenzione.

Bib.: A. Vernarecci, Fossombrone dai tempi antichissimi ai nostri, Fossombrone 1903-1914.

Nota: Secondo Vernarecci l’epigrafe si trova a cornu Evangelii (ossia sul lato sinistro) dell’altar maggiore dell’attuale chiesa parrocchiale che oggi è una abitazione privata. La data “1672” indica evidentemente l’anno in cui fu ricostruita la chiesa (e non, come suggerito da Vernarecci, quello in cui un terremoto distrusse la precedente chiesa abbaziale di Santa Maria di Lastreto). Sulla data esatta di questo terremoto non si dispone al momento di notizie attendibili.

San Martino (Amatrice, RI): Chiesa di San Martino

amatrice_chiesa_san_martino_1San Martino (frazione di Amatrice, RI) – Chiesa di San Martino
Commemorazione di danni causati da terremoti
Terremoto/i di riferimento: 1639, gennaiofebbraio 1703

Testo: Questo tempio / dedicato a S. Martino, edificato nel 1422 nell’agro di castel Trione / ampliato poi nel 1472, in parte crollato nel 1639 e nel 1703 a causa del / terremoto / reso cadente infine per l’incuria del tempo e degli abitanti / perché tanto squallore fosse rimosso / e la memoria di questa opera d’arte della Chiesa Madre / non fosse dimenticata / ma anzi l’amore e la devozione al santo vescovo Martino / fossero rinvigoriti / col favore di Dio / sotto il pontificato di Giovanni Paolo II / essendo vescovo della diocesi reatina Delio Lucarelli / essendo parroco della detta chiesa Luigi Aquilini / grazie ad un finanziamento statale / e con le generose offerte di tutte le ville della / parrocchia e del circondario / fu restaurato ornato e riportato alla / antica devozione nell’anno della Redenzione 1997 //

Traduzione:
Note:
Bib.: 

Fotografia di Simone Marzorati