Erice (TP) – Chiesa Madre

Erice (TP) – Chiesa particolareMadre
Commemorazione di riti propiziatori a seguito di calamità.
Terremoto/i di riferimento:  11 gennaio 1693, “9” (1) settembre 1726, 3 agosto 1751, 20 marzo 1783, 16 febbraio 1848

Testo: 1 nel 1568 per bisogno di pioggia/2 1 maggio 1571 idem/3 3 aprile 1574 per il flagello della peste/4 13 novembre 1575 idem/5 7 luglio 1576 idem/6 11 aprile 1579 per bisogno di pioggia/7 20 aprile 1582 idem/8 – aprile 1584 idem/9 3 maggio 1587 idem/10 11 ottobre 1592 idem/11 9 aprile 1598 idem/12 8 aprile 1602 idem/13 3 aprile 1606 idem/14 1 novembre 1610 idem/15 9 aprile 1615 idem/16 20 novembre 1621 idem/17 23 giugno 1624 peste/18 3 aprile 1628 pioggia/19 3 maggio 1631 idem/20 – giugno 1636 peste/21 – aprile 1637 pioggia/22 10 febbraio 1642 idem/23 – aprile 1646 idem/24 3 maggio 1648 idem/25 20 novembre 1654 guerra/26 13 aprile 1659 pioggia/27 19 aprile 1662 idem/28 – aprile 1666 idem/29 9 aprile 1668 idem/30 11 aprile 1670 idem/31 3 maggio 1674 idem/32 8 aprile 1676 idem/33 22 marzo 1681 idem/34 3 aprile 1684 idem/35 4 maggio 1687 invasione cavallette/36 – aprile 1691 pioggia/37 11 gennaio 1693 terremoto/38 12 maggio 1707 cavallette/39 26 aprile 1710 pioggia/40 2 ottobre 1718 guerra/41 9 settembre 1726 terremoto/42 4 maggio 1732 pioggia/43 20 aprile 1734 pioggia e guerra (di notte)/44 – aprile 1744 pioggia e peste di messina/45 11 marzo 1749 pioggia/46 3 agosto 1751 terremoto/47 27 aprile 1755 pioggia/48 1 marzo 1759 idem/49 29 febbraio 1764 idem/50 9 maggio 1768 idem/51 24 aprile 1776 idem/52 20 marzo 1783 terremoto/53 12 aprile 1792 pioggia/54 11 marzo 1818 idem/55 16 marzo 1834 idem/56 7 luglio 1837 colera (di notte)/57 16 aprile 1846 pioggia/58 16 febbraio 1848 terremoto e rivoluzione/59 23 maggio 1853 pioggia/60 26 aprile 1858 idem/61 24 marzo 1880 idem/62 11 aprile 1891 idem/63 11 aprile 1891 idem/64 23 aprile 1904 idem/65 28 dicembre 1913 idem/66 24 agosto 1914/67 12 agosto 1919/68 2 agosto 1923/69 8 agosto 1926/70 14 agosto 1927/71 12 agosto 1928/72 14 agosto 1932/73 12 agosto 1934/74 9 agosto 1936//

Traduzione:

Note: .

Bib.:

Foto di: Simone Marzorati

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Roma (RM): Palazzo dei Conservatori, Campidoglio

Sacra della VergineRoma (RM) – Cappella Vecchia del Palazzo dei Conservatori (Campidoglio).
Commemorazione di scampato pericolo da terremoti.
Terremoto/i di riferimento: 14 gennaio, 16 gennaio, 2 febbraio e 3 febbraio 1703.

Testo: Magnae Virgini Dei Matri / quod tertio post saeculum ⅩⅦ ineunte anno / Urbem / diebus ⅩⅣ et ⅩⅥ Ianuarii Ⅱ et Ⅲ februarii / vehementibus terrae motibus concussam / ope firmaverit sua / et incolumem / a clade pluribus finitimarum regionum locis inflicta / servaverit / Gaspar Origus / Guido Spada / Franciscus Antonius marchio Lancia / conservatores / Sfortia comes Mariscottus c.r.prior / annuente / Clemente Ⅺ Pont.Maximo / perpetuum accepti beneficii monumentum / aere publico posuerunt / anno Dom. ⅯⅮⅭⅭⅢ / S.P.Q.R.// 

Traduzione: Alla grande Vergine Madre di Dio che ai primi del 1703 mantenne salda con la sua potenza l’Urbe, colpita da veementi terremoti nei giorni 14 e 16 gennaio, 2 e 3 febbraio, preservandola incolume dalle rovine inflitte a molti luoghi delle regioni vicine. I conservatori Gaspare Origo, Guido Spada, Francesco Antonio marchese Lancia e Sforza conte Marescotti conservatore uscente, col consenso di Clemente XI Pontefice Massimo posero a spese pubbliche questo perpetuo ricordo della grazia ricevuta nell’anno del Signore 1703. Il Senato e il Popolo di Roma.

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Note: In origine l’epigrafe era murata lungo lo scalone del palazzo. Nel 1815 fu trasferita nella Cappella Vecchia dell’appartamento dei Conservatori (al primo piano del palazzo) e posta ai piedi di un affresco raffigurante la Madonna delle Scale (così detto per la precedente collocazione nel pianerottolo del secondo piano del palazzo).

Bib.: P.L. Galletti, 1760. Inscriptiones Romanae infimi aevi, Roma, t. II, cl. VII, n. 189, pp. XCIX-C; V. Forcella, 1869. Iscrizioni delle chiese e d’altri edifici di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri, Roma, vol. I, n. 201, p. 72; C. Pietrangeli, 1960. “Cappella vecchia” e “Cappella nuova” nel Palazzo dei Conservatori. Capitolium, XXXV, n. 2, p. 15; P. Galli, D. Molin, L. Scardina, 2013. Tra fonti storiche e indizi archeologici. Terremoti a Roma oltre la soglia del danno, RIASA, 62-63 (pp. 24-25).

Immagine di proprietà dei Musei Capitolini (Comune di Roma, Musei Capitolini, Inventario Epigrafi, EM 310).

Roma (RM): Anfiteatro Flavio (“Il Colosseo”)

$CIL_06_01716b Roma (RM) – Anfiteatro Flavio (vulgo “Il Colosseo”)
Commemorazione di restauro a seguito di un terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 484 o 508 d.C.

Testo: DECIVS MARIVS VENANTIVS / 
BASILIVS V[IR] C[LARISSIMVS] ET INL[VSTRIS] PRAEF[ECTVS] / 

VRB[I] PATRICIVS CONSVL  / 
ORDINARIVS ARENAM ET / 
PODIVM QVAE ABOMI/NANDI TERRAEMO
/TVS RVINA PROS/
TRAVIT SVMTV PRO/
PRIO RESTITVIT //  

$CIL_06_32094c

Traduzione: L’eccellentissimo Decio Mario Venanzio Basilio, illustre prefetto dell’Urbe, patrizio console ordinario ha restaurato a sue spese l’arena e il podio che la rovina di un malaugurato terremoto aveva atterrato.

Note: Epigrafe conservata in due esemplari scolpiti su blocchi di reimpiego (altri due esemplari attestati sono andati perduti). Il terremoto di cui si tratta potrebbe essere avvenuto nel 484 d.C. (anno in cui il finanziatore dei restauri fu Praefectus Urbi e Consul) o nel 508 d.C. ( anno in cui il suo nome figura nelle liste consolari).

Bib.: C.I.L 6.1716b-cE. Guidoboni (ed.), 1989. I terremoti prima del Mille in Italia e nell’area mediterranea, Bologna (p. 609); A.H.M. Jones, J.R. Martindale, J. Morris, 1992. “Decius Marius Venantius Basilius 13“, The Prosopography of the Later Roman Empire, Cambridge University Press (p. 218); P. Galli, D. Molin, L. Scardina, 2013. Tra fonti storiche e indizi archeologici. Terremoti a Roma oltre la soglia del danno, RIASA, 62-63, (pp. 14-15).


Siamo grati per la segnalazione ad: Alessandro Amato, INGV-Centro Nazionale Terremoti.

Le immagini provengono da Epigraphik-Datenbank  Clauss/Slaby EDCS