Castel San Pietro Terme (BO) – Colonna votiva di piazza Acquaderni

1779_1929_CS_PietroBolognaCastel San Pietro Terme (FC) – Colonna votiva di piazza AcquaderniScreen shot 2014-10-30 at 10.53.38 AM
Commemorazione di scampato pericolo da terremoti.
Terremoto/i di riferimento:  1779, 1929

Testo: Colonna monumento di gratitudine / alla B[eata] V[ergine] del Rosario / celeste patrona del Castello / scampato dal terremoto del MDCCLXXIX / la eresse a sue spese nel MDCCLXXX / il cap[itano] Lorenzo Graffi cons[igliere] dell’Ordine / la restaurò due volte il Municipio / nel MDCCCXXV e nel MDCCCXCVI / la ripristinano ora nel MCMXXIX / popolo e Comunità insieme / scongiurate appena altre gravi minaccie / del terribile flagello. Restaurata nell’anno 1980 //

Trad.:-

Bib.: Città di Castel San Pietro Terme, La Madonna del Rosario patrona della comunità (consultazione, 30 ottobre 2014)

Annunci

Galeata (FC) – Pieve di San Pietro in Bosco

Galeata_1194 copyS_pietroinBoscoGaleataGaleata (FC) – Pietro di San Pietro in Bosco.
Commemorazione di costruzione di un edificio.
Terremoto/i di riferimento:  1194.

Testo:  Hoc opus est actum post partum Virginis factum anno milleno centeno quarto cum nonageno indictione duodecima, tempore Celestini pape III & Enrici imperatoris & Suavis sancti Illari abbatis & eodem anno terremotus magni fuerunt in partibus istis//

Trad.: Quest’opera fu fatta nell’anno 1194 dal parto della Vergine, indizione dodicesima, al tempo di papa Celestino III, di Enrico imperatore e di Soave abate di Sant’Ellero e nel medesimo anno ci furono in queste regioni dei grandi terremoti.

Bib.: G. Mittarelli e G.D. Costadoni (1759). Annales Camaldulenses, tomo IV, Venezia; M. Baratta (1901). I terremoti d’Italia, Torino.

Nota: I terremotus magni sono ricordati dall’epigrafe come elemento di datazione utile per fissare l’epoca di costruzione della chiesa.

Foto di Romano Camassi.

Pietralunga (PG) – Pieve di Santa Maria

1279unnamed-1Pietralunga (PG) – Pieve di Santa Maria (facciata posteriore).
Commemorazione di restauri.
Terremoto/i di riferimento:  vedi nota.

Testo: Coruit h[aec] plebes sub Chr[ist]i mille ducentis / et septem denis adiuntis hisque novenis / et reparata fuit sub eodem tempore Chr[ist]i / huius rector erat Ugolinus nomine dicti //

Trad.: Nell’anno 1279 (dalla nascita) di Cristo questa pieve crollò e fu riparata nello stesso anno di Cristo, nel Cui nome Ugolino era rettore di essa.

Bib.: Gian Girolamo Carli (sec. XVIII). Memorie per la storia di Gubbio, ms. C.VII.1, c. 161r; G. Muzi (1842). Memorie ecclesiastiche di Città di Castello, vol. 2, Città di Castello, p. 196.

Nota: L’iscrizione non contiene la parola terremoto. Tuttavia essa fa riferimento a un anno, il 1279, in cui due forti eventi sismici, il 30 aprile, interessarono rispettivamente l’Appennino umbro-marchigiano e l’Appennino tosco-romagnolo (v. figura a destra). E’ lecito ipotizzare che la lapide abbia qualcosa a che vedere con uno di essi; per una serie di considerazioni sismologiche che tralasciamo di approfondire, tra i due terremoti quello dell’Appennino umbro-marchigiano sembrerebbe il più credibile candidato a responsabile del danno attestato a Pietralunga.

Foto gentilmente concessa da Ettore Sannipoli.

 

Stromboli (ME) – Chiesa di San Bartolo(meo)

StromboliGinostra, Sicilia, Italia (ME) – Chiesa di San Bartolo(meo)
Commemorazione di restauro a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 28 dicembre 1908

Testo: Templum hocce / divo Bartholomaeo apostolo / dicatum / furente terrae concussione / anni MCMVIII / quassatum / admodum rev[erendi] par[ochi] Hieronjmi Cincotta / pietate populique aere ac votis / instauratum ornatumque / splendidius / ad excellentissimo antistite / Bernardino Salvatore Re O[rdinis] M[inorum] C[apucinorum] / V kal[endis] Sep[embris] a[nni] MCMXXVIII / consecratum est //

Traduzione: Questa chiesa dedicata a san Bartolomeo apostolo, danneggiata dalla furiosa scossa di terremoto del 1908, fu restaurata e decorata più elegantemente di prima grazie alla devozione del molto reverendo parroco Girolamo Cincotta e alle offerte del popolo ed è stata consacrata dall’eccellentissimo vescovo Bernardino Salvatore Re, cappuccino, il 28 agosto 1928. 

Bib.: – 

Segnalazione e foto di Raffaele Azzaro (INGV – Catania).

Rimini (RN): Palazzo Comunale

Rimini (RN) – Palazzo comunale
Commemorazione restauro post terremoto
Terremoto/i di riferimento:  14 aprile 1672

Testo: Civitas haec et curia / terraemotus inclementia dirutae / anno Salutis MDCLXXII / civium calamitatibus / diu superstites ingemuere / donec unam regnatrix/ Clementis X P.M. munificentia / pecuniario subsidio / moenibus suis destitutam erexit / alteram maiori clade prostratam / publico aere / provida Senatus magnificentia / Innocentio XI Pon. Max. / parente totius orbis optimo / card. Dominico Maria Cursio / antistite huius urbis optatiss. / pristinae maiestatis restituit / anno Domini MDCLXXXVII //

Traduzione: Dopo che l’inclemenza del terremoto ebbe diroccato questa città e questo palazzo a lungo i superstiti deplorarono le sventure dei cittadini, finché la sola regnante munificenza di Clemente X pontefice massimo con un sussidio in denaro provvide a riedificare le mura di cui la prima era rimasta priva,Quanto al palazzo, che era devastato da maggior rovina, fu la provvida magnificenza del Senato cittadino che a spese pubbliche lo riportò all’originale maestà nell’anno del Signore 1687, sotto il pontificato di Innocenzo XI ottimo padre del mondo intero ed essendo amatissimo vescovo di questa città il cardinale Domenico Maria Cursi.

Note:
Foto: Archivio degli autori.

Cagliari: Cattedrale

Cagliari (CA) – Cattedrale.
Commemorazione dell’avvertimento di un terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 4 giugno 1616.

 Testo: Adi 4 Juny terremotus/ factus est 1616//

 Traduzione: Il 4 giugno 1616 ci fu un terremoto.
 Bib.: Ferrero della Marmora A. (1826), Voyage en Sardaigne de 1819 à 1825, Paris, 527 pp.;
Baratta M. (1901), I terremoti d’Italia; saggio di storia geografia e bibliografia sismica italiana. Torino, 950 pp.;
Rassu M. (2005), Sentinelle del mare. Le torri della difesa costiera della Sardegna, Dolianova;
Vacca D. (2011), Restauro delle torri della Sardegna sud-orientale danneggiate dal terremoto del 1616, Sassari, Carlo Delfino editore, 40 pp.

Note: foto archivio degli autori.

Sansepolcro (AR): chiesa di Santa Maria delle Grazie

Sansepolcro_1917Sansepolcro (AR) – Chiesa di Santa Maria delle GrazieSansepolcro_1694.

Commemorazione di scampato pericolo.

Terremoto/i di riferimento:  8 aprile 1694 (a sinistra), 26 aprile 1917 (a destra)

Testo (1) : Beatissimae Virgini Mariae Gratiarum/ cuius solamen ac patrocinium/ in terraemotu horribili/ die VIII Aprilis MDCXCIV/ feria V maioris hebdomadae,/ veluti post nubila solem,/ civitas haec Biturgiensis conspexit/ dum semidiruta/ templorum, ac aedium aedificia,/ incolis servatis/ sepulchrale excidium minabantur,/ proxima in area,/ eidem Deiparae expositae, ac exortae,/ supposititium sacellum,/ et aram aptavit,/ ubi sacra missarum peragerent,/ divinaque officia persolverent/ sacerdotes./ In perpetuam graziae tam eximiae memoriam/ cives Biturgienses unanimes/ eucharisticon posuere.//

Traduzione: Alla beatissima Vergine Maria delle Grazie di cui questa città di Sansepolcro riconobbe – come dopo le nuvole il sole – il conforto e il patrocinio nel terremoto orribile del giorno di Venerdì Santo 8 aprile 1694, essendo rimasti salvi gli abitanti dall’eccidio che li minacciava per la devastazione delle case e delle chiese. Nella vicina piazza fu esposta e invocata la Sua immagine e venne eretto un altare provvisorio per consentire ai sacerdoti di celebrare la messa e le sacre funzioni. A perpetua memoria di così grande grazia i cittadini biturgensi unanimi posero questo segno.

Testo (2): A perpetua ricordanza/ del 26 aprile 1917/ per violenta paurosa scossa di terremoto/ infausto / per nuova manifesta protezione / della Vergine ss.ma delle Grazie / memorando / i cittadini incolumi / questa lapide posero //

Bib.:

Note: all’interno dell’oratorio si trova anche una statua settecentesca di sant’Emidio (venerato come protettore contro il terremoto) che probabilmente è una traccia dell’adozione del culto emidiano a Sansepolcro, avvenuta in seguito al terremoto del 3 giugno 1781 (Cagliese).

Foto archivio degli autori

Verona (VR): Basilica di San Zeno Maggiore

S_Zeno 1695_1

Verona (VR) – Basilica di San Zeno Maggiore
Commemorazione dell’avvertimento di un terremoto
Terremoto/i di riferimento:  25 febbraio 1695

 Testo: (1) […]695 vene / […] tutta in proces/sione a S. Zeno / per il teremoto //
           (2)  A 25 febraro 1695 fu / il teremoto grande //

1695_San Zeno_2 Traduzione:
 Bib.:

Note: Le due scritte sono incise a graffito sull’intonaco di un affresco del Trecento che raffigura san Zeno vescovo e patrono di Verona (navata destra).

Roma (RM): Basilica di San Lorenzo in Damaso

S_Lorenzo1703Roma (RM) – Basilica di San Lorenzo in Damaso (Palazzo della Cancelleria).
Commemorazione di scampato pericolo da terremoti.
Terremoto/i di riferimento: 14 gennaio, 16 gennaio, 2 febbraio e 3 febbraio 1703.

Testo: Deiparae Virgini / Mariae / matri pientissimae malorum propulsatrici / post Vaticana vota rite soluta / actis etiam publice gratiis ad S. Laur. in Damaso / quod finitimis provinciis valide concussis / montanisque civitatibus terraemotu dirutis / XIX- XVII et postridie Kal. Februarii MDCCIII / Urbis fundamenta nutantia / praesidio firmaverit suo / annuente Clemente XI pontifice maximo / Petrus diac. card. Otthobonus S.R.E. vicecancell. / basilicae atrium tantis auspiciis reparatum / eiusdem canonicis patronam unam invocantibus / praesentis tutelae testimonium / esse posteris iussit XVI Kal. April. MDCCIII //

Traduzione: Alla Vergine Maria Madre di Dio che ai primi del 1703 mantenne salda con la sua potenza l’Urbe, colpita da veementi terremoti nei giorni 14 e 16 gennaio, 2 e 3 febbraio, preservandola incolume dalle rovine inflitte a molti luoghi delle regioni vicine., Col consenso di Clemente XI Pontefice Massimo Pietro cardinale diacono Ottoboni vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, dopo aver riparato sotto sì grandi auspici l’atrio della basilica, i cui canonici **** volle che questa lapide attestasse ai posteri la presente protezione  il 17 marzo 1703.

Note: 

Bib.: P. Galli, D. Molin, L. Scardina, 2013. Tra fonti storiche e indizi archeologici. Terremoti a Roma oltre la soglia del danno, RIASA, 62-63 (p. 25).

Villa Santo Stefano (FR) – Arco tra Piazza del Mercato e Via della Rocca

03_iscrizione_restaurata-1  piazza_mercatoVilla Santo Stefano (FR) – Volta dell’arco che collega Piazza del Mercato con Via della Rocca

Commemorazione di scampato pericolo da terremoto

Terremoto/i di riferimento: 24 luglio 1654

Testo: A. P.M.  / L’an[n]o 1654 lug[li]o giovedì / notte segue[n]te a hore sei / fu il terremoto con / gran dan[n]o di molti luo/ghi / Nel 1657  fu il contaggio / co[n] gra[n] strage di molte / provincie et questo luo/go p[er] la Dio gratia et del protettore s[anto] Stefano  de / uno et l’altro fu illeso //

Trad.: –

Bib.: G. Bonomo e P. Leo, (2007). Le lapidi nascoste (http://www.villasantostefano.com/)