Speciale 28 luglio 1799

1799Il terremoto del 28 luglio 1799 interessò con i danni maggiori un’ampia fascia pedeappenninica della provincia di Macerata, come visibile nell’immagine di destra ripresa dal Database Macrosismico dei Terremoti Italiani 2011 (clic nell’immagine per la visualizzazione dell’intera mappa delle intensità).
Da appena un anno l’area aveva già subito un “terremoto politico”, dovuto all’invasione delle truppe rivoluzionarie francesi e alla trasformazione dello St
ato pontificio in Repubblica romana. Dopo la nascita di un movimento di resistenza all’invasione (l’Insorgenza) e l’arrivo di un corpo di spedizione di truppe austriache e russe inviate in Italia dai rispettivi sovrani a contrastare i francesi, nell’estate del 1799 l’intera Italia centrale era zona di guerra aperta.
A complicare ulteriormente la situazione, tra il primo pomeriggio e la notte del 28 luglio, ci furono tre scosse di terremoto di intensità
crescente.

  • La prima, alle 14.00 circa locali, probabilmente senza danni ma  avvertita  in una vasta area delle Marche e dell’Umbria.
  • La seconda, alle 19.00 fu più lunga e causò diversi danni agli edifici di poche località.
  • La terza e più violenta  avvenne alle ore 23.00 circa. La località maggiormente colpita fu Cessapalombo (MC), dove “le case tutte furono dai fondamenti atterrate” e vi morirono solo 9 persone poiché la maggior parte dei residenti era già fuggita in campagna dopo la scossa delle 19.00.  Furono invece “quasi intieramente rovesciate  Pozzuolo, Santa Lucia, Statte, Torricella, Villa d’Aria e Letegge, dove si contarono 4 morti. I danni furono molto gravi a Camerino (43 morti), Castelraimondo e San Ginesio (4 o 5 morti). L’area di danneggiamento si estese a Sarnano (6 morti), Fabriano, San Severino Marche, Belforte Del Chienti (2 morti) e Tolentino.

SanSeverinoM-Glorioso_1799_rLa memoria del terremoto del 1799 è attestata anche dalle iscrizioni distribuite qua e là nel territorio in ricordo delle successive ricostruzioni e dalle iniziative devozionali prese da alcune delle  colpite, come l’usanza di suonare le campane nel giorno e ora anniversari del terremoto oppure l’adozione del culto di sant’Emidio protettore contro il terremoto a San Severino Marche, San Ginesio e Tolentino.
Qui sotto raccogliamo le iscrizioni finora raccolte in questo sito web; cliccando sulle immagini si può accedere alle singole pagine descrittive.

ColleluceSan Severino M. Chiesa S.M. del GloriosoSerrasanquiricoSan Severino Marche - Villa Collio

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