Lecce (LE) – Basilica di Santa Croce

S_Oronzo_1743Lecce (LE) – Basilica di Santa Croce
Commemorazione di scampato pericolo
Terremoto/i di riferimento: 20 febbraio 1743

Testo: 1743/ Foi s[antu] Ronzu ci ni leberau / de lu gra[n] terramotu, ci faciu / a binti de frebaru, tremulau, / la cetate nu piezzu, e no[n] cadiu. / Iddu, iddu de celu la guardau, / e nuddu de la gente nde patiu / è [”]rande santu!, ma de li santuni / face [‘]razie, e meraculi a migliuni  //

Oronzo_1743

Traduzione:  1743. Fu sant’Oronzo che ci liberò / dal grande terremoto che ci fu / il 20 di febbraio, tremolò / la città per un pezzo e non crollò. / Esso, esso dal cielo la guardò / e nessuno del popolo patì. / E’ un grande santo!  Anzi, uno dei santoni [dei santi più grandi], / e fa grazie e miracoli a milioni.

Bib.: –

Nota: la scritta rimata, in dialetto leccese, campeggia in un cartiglio dipinto alla base di una pala d’altare raffigurante il santo in atto di benedire la città e gli abitanti inginocchiati in preghiera (quinto altare a destra).

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Caleipo (frazione di Belluno, BL) – Chiesa di San Nicolò

IMG_5872 Caleipo (frazione di Belluno, BL, Veneto) – Chiesa di San Nicolò
Commemorazione di crollo e successiva ricostruzione.
Terremoto di riferimento: 29 giugno 1873

Testo: Questa chiesa / umile ommaggio [sic] / degli antichi caleipesi / al gran santo / Nicolò de Bari / crollava pel immane / terremoto del 29 giugno / 1873 / e riedificata venne / dai non degeneri caleipesi / ridonandola al culto / il dì 30 marzo / 1874 //

Bib.: –

Foto: Giovanni De Vecchi

Nota: ringraziamo il signor Giovanni De Vecchi per la segnalazione e le immagini.
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Speciale 14 agosto 1846

 1846_08_14_12___id_1721Il 14 agosto 1846 alle 13.00 locali (169 anni prima della pubblicazione di questo Speciale) la Toscana occidentale fu colpita da un terremoto di magnitudo 5.9 (CPTI11), il massimo storicamente noto nel tratto di costa tirrenica che va dalla Toscana alla Campania. La mappa delle intensità proposta per questo terremoto dal Database Macrosismico dei Terremoti Italiani 2011 può essere consultata con un clic sull’immagine a sinistra.

Il 14 agosto 1846 la Toscana era un granducato, l’Italia un mosaico di stati regionali e Pio IX era divenuto papa da 59 giorni appena. Il terremoto ebbe due testimoni d’eccezione che, per una curiosa coincidenza portavano lo stesso nome di battesimo.  Il regnicolo Leopoldo Pilla da Venafro, cattedratico di geologia e mineralogia a Pisa, ne descriverà gli effetti in lettere e pubblicazioni scientifiche (clic qui e qui). Il granduca di Toscana Leopoldo II ispezionerà personalmente i paesi devastati e metterà in moto l’eccellente macchina amministrativa toscana consentendo un pronto ed efficace intervento di ricostruzione nei quindici comuni pìù colpiti.

Porträtminiatur_Leopold_II_von_Toskana

Leopoldo II

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Leopoldo Pilla

I due Leopoldi sono accomunati anche dal destino che li vorrà entrambi vittime di un altro terremoto, quello politico del Risorgimento. Pilla (volontario nel battaglione universitario toscano durante la prima guerra d’indipendenza) morirà il 29 maggio 1848 sul campo di battaglia di Curtatone. Il granduca resisterà sul suo trono fiorentino fino all’abdicazione forzata del 1859 e al successivo esilio a Praga.
Il terremoto del 1846 ha lasciato numerose tracce nel territorio toscano grazie alle iniziative pubbliche e private di comunità, gruppi professionali e singoli cittadini che decisero di preservarne a futura memoria il ricordo in vari modi. Qui proponiamo una selezione di tracce materiali (iscrizioni che attestano la ricostruzione di edifici distrutti o la formulazione di voti perpetui, una pala d’altare lucchese raffigurante sant’Emidio protettore contro il terremoto) e anche di tracce immateriali: riti commemorativi ancora oggi celebrati nel giorno e nell’ora anniversari dell’evento a Casciana Terme, Fucecchio, Ponsacco, Ripafratta e Siena)
. Per saperne di più basta un clic sulle immagini e sui link inseriti in questo testo. 

1846_Livorno_MonteneroSiena_Duomo18461920px-Madonna_de_Monti_Lapideacquabona_terremotoMastiani2_1846

Lucca Somaldi

Siena (SI) – Duomo

Siena_Duomo1846Siena (SI) – Duomo (sopra la porta della sagrestia della cappella della Madonna del Voto)

Epigrafe commemorativa di scampato pericolo e voto perpetuo.
Terremoto/i di riferimento: 14 agosto 1846

Testo: Perché duri la memoria della incolumità / dal terremoto del XIV agosto MDCCCXLVI / a ore I pomeridiane cagione di lutto a qua/si tutta Toscana alcuni sanesi istituirono / messa votiva in perpetuo allo altare del/la loro Avvocata nel giorno e ora anniver/sarii di tanto infortunio e aiuto  //

Traduzione:  –

Bib.:V. Castelli, (2009). Ricordarsi del terremoto. Tracce senesi di una memoria sismica collettiva, Bullettino Senese di Storia Patria, CXVI, pp. 316-346.

Pianta

Foto di Viviana Castelli

Nota: la Messa di ringraziamento in memoria del terremoto del 1846 viene tuttora celebrata nel Duomo di Siena all’una pomeridiana del 14 agosto di ogni anno.

 

Trattoria dell’Acquabona (Località Acquabona, Rosignano Marittimo – LI) – Sala da pranzo

 Trattoria dell’Acquabona (Località Acquabona, Rosignano Marittimo – LI) – Sala da pranzoacquabona_terremoto
 Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
 Terremoto/i di riferimento: 14 agosto 1846

 Testo: Il terremoto / del 14 agosto 1846 / abbatteva questa casa / e col proprio danaro / la famiglia Mastiani / la rialzava nel 1847 //

 Traduzione:  –

 Bib.: L’antica trattoria dell’Acquabona sulla SS 206 Emilia, (www.lungomarecastiglioncello.it)

Foto di Aldo Miliani

 Nota: la famiglia Mastiani Brunacci, appartenente all’aristocrazia pisana, aveva vaste proprietà fondiarie nel territorio di Rosignano Marittimo.

Ringraziamo Aldo Miliani di Lungomarecastiglioncello per averci permesso di pubblicare questa foto. 

 

Santuario della Madonna de’ Monti (Casciana Terme – PI)

1920px-Madonna_de_Monti_Lapide Santuario della Madonna de’ Monti (Casciana Terme – PI)

 Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
 Terremoto/i di riferimento: 14 agosto 1846

 Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / Questo solitario tempietto / sacro al dolor della Vergine / eretto un tempo dalla pietà dei fedeli / e dal micidiale tremoto / dell’infausto XIV agosto MDCCCXLVI /  distrutto dalle fondamenta / per le spontanee offerte dei devoti / e per le cure di una deputazione locale / sorgeva più bello / Regina dei mesti / guarda amorosa all’offerta del pio / e mentre esso Ti abbella la Tua casa terrena / Tu gli prepara più ricca stanza nel cielo //

 Traduzione:  –

 Bib.:

Foto  di M. Tani ( dominio pubblico)

 

Santuario della Madonna di Montenero (Livorno – LI)

 Santuario della Madonna di Montenero (Livorno – LI) 1846_Livorno_Montenero
 Commemorazione di scampato pericolo e voto perpetuo.
 Terremoto/i di riferimento: 14 agosto 1846
 Testo: A Maria S[anti]S[sima] di Montenero / che il 14 agosto 1846 / nella scossa del terremoto / salvava Livorno / la Congregazione dei vetturini / di S[ant’] Antonio Abate / eretta nella chiesa della S[anti]S[sima]  Trinità / dei Cappuccini / una lampada d’argento con nappa dorata / e lume da ardere in perpetuo / posta a destra dell’Immagine miracolosa / in divoto attestato / offriva donava //
 Traduzione:  –
 Bib.: 
Nota: I vetturini erano i conducenti di vetture (carrozze per servizio pubblico).

Foto di Viviana Castelli

 

Località Acquabona (Rosignano Marittimo – LI) – Casa colonica

 Località Acquabona (Rosignano Marittimo – LI) – Casa colonicaMastiani2_1846
 Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
 Terremoto/i di riferimento: 14 agosto 1846
 Testo: Il terremoto del 1846 / queste coloniche case abbatteva / ma nel 1854 / il conte Teodoro Mastiani /colla direzione dell’agente suo / Jacopo Vivaldi / dalle fondamenta le ricostruiva / e notabilmente ampliavale //Acquabona1846-1  

Traduzione:  –

 Bib.: R. Branchetti, Il terremoto del 1846 e la ferrovia maremmana, (www.lungomarecastiglioncello.it)

 Nota: la famiglia Mastiani Brunacci, appartenente all’aristocrazia pisana, aveva vaste proprietà fondiarie nel territorio di Rosignano Marittimo.
Ringraziamo Aldo Miliani di Lungomarecastiglioncello per averci permesso di pubblicare queste foto.

Foto di Aldo Miliani

 

Sestri Ponente (Genova, GE) – Santuario di Nostra Signora Virgo Potens

Sestri ponente 1887.phpSestri Ponente (Genova, GE, Liguria) – Santuario di Nostra Signora Virgo Potens
Commemorazione di scampato pericolo
Terremoto/i di riferimento: 23 febbraio 1887

Testo: La grande parte cattolica del popolo di Sestri Ponente in ringraziamento verso Maria Santissima sua benigna protettrice / per la grazia ricevuta della salvezza dal terribile e spaventoso terremoto del 23 febbraio 1887 / questo pone per eterna memoria per la specialissima grazia ricevuta l’anno 1887. La Confraternita / di Santo Isidoro //

Bib.: Italia votiva

Foto: © Beweb

Nota: La storia sismica di Sestri Ponente, disponibile nel Database Macrosismico dei terremoti Italiani 2011 (DBMI11) non contiene osservazioni di effetti del terremoto del 1887.

Cervia (RA, Emilia Romagna) – Chiesa di Sant’Antonio

1437471348784_M5_widthCervia (RA, Emilia Romagna) – Chiesa di Sant’Antonio

Commemorazione di scampato pericolo 

Terremoto/i di riferimento:  17 marzo 1875 (*)

Testo: A s[an] Giuseppe sposo di Maria Vergine / Cervia salvata da distruzione nel terremoto orribile / del 18 marzo 1875 //

Traduzione: 

Bib.: Umberto Foschi, Il terremoto del 1875 a Cervia, Opinione Cervia Oggi. 

Foto © Beweb.

Nota: (*) Il terremoto avvenne poco prima dell’una del mattino (ora locale) del 18 marzo. Il Catalogo parametrico dei terremoti italiani data l’evento al 17 marzo perché calcola l’orario sul meridiano di Greenwich.