Convento di San Lucchese – Poggibonsi (SI)

1906_PoggibonsiConvento di San Lucchese – Poggibonsi (SI)
Commemorazione di scampato pericolo da terremoto
Terremoto/i di riferimento: 21 aprile 1906
Testo:

Trad: –
Bib.: Marcello Pacciani (1986), La vecchia Poggibonsi racconta leggende e realtà, III edizione corretta ed ampliata, S. Casciano Val di Pesa, 128 pp.

Note: Dipinto di Carlo Iozzi (Poggibonsi, 1844– ?, 1929) raffigurante il beato Lucchese, patrono di Poggibonsi, in atto di intercedere per i concittadini durante il terremoto del 21 aprile 1906. Ringraziamo Dario Albarello per la segnalazione. 

Foto di Wallis Lucii.

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Castel Romano (Trigoria, RM): Palazzo Alberoni

1895_TrigoriaTrigoriaCastel Romano (Trigoria, RM) – Palazzo Alberoniì
Commemorazione di restauri a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 1 novembre 1895
Testo: MDCCCXCVI / Dopo i gravi danni / cagionati dal terremoto del I nov[embre] 1895 / gli amm[inistrato]ri e govern[ato]ri del Monte Carafa / mons[ignor] I. Salvari segr[eta]rio della S[acra] C[ongregazione] del Concilio / mons[ignor] A. Ciasca segr[eta]rio della S[acra] C[ongregazione] de Prop[agan]da Fide / rafforzarono con sperone e catene / il palazzo e la chiesa. / Ettore cav[alier] Bonoli archi[tet]to / Carlo can[onico] Bertini agente //

Trad: –
Bib.: Segnalazione di A. Tertulliani

Note: Nella foto a destra è visibile lo sperone in questione. Il palazzo e l’annessa chiesa di San Michele furono costruiti nel 1731 dal cardinale Giulio Alberoni, proprietario del feudo di Castel Romano. In seguito la tenuta ha subito diversi passaggi di proprietà (al Monte Carafa, alle congregazioni cardinalizie di Propaganda Fide e del Concilio) e attualmente appartiene alla Congregazione per la Evangelizzazione dei Popoli. 

Foto: A. Tertulliani e Google maps

Santuario di Maria SS.ma di Porto Salvo (Melito di Porto Salvo, RC)

unnamedSantuario di Maria SS.ma di Porto Salvo (Melito di Porto Salvo, RC)
Commemorazione di restauri a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 8 settembre 1905
Testo: qui / sacro alla Vergine di Porto Salvo / un tempio sorgeva / dal tremuoto del dì 8 settembre 1905 / al tutto distrutto / ora / per divina sentita pietà / per devozione al pio generoso fondatore / da nipote ad avo dovuta / riedificato / Portosalvo XXV marzo MCMVIII//

Trad: –
Bib.: Segnalazione di Andrea Tertuliani

Note: –

Foto: A. Tertuliani

Lucoli Alto (AQ): chiesa di San Michele

Lucoli alto b Lucoli_alto1Lucoli Alto (AQ) – chiesa di San Michele 
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 13 gennaio 1915
Testo: Templum hoc / vi terraemotus eversum / Ambrosius Ammanniti abbas / populo Luculensi adiuvante / reficiendum curavit / MCMXXXVIII //

Trad: Nel 1938 l’abate Ambrogio Ammanniti, con l’aiuto del popolo di Lucoli, ha curato la ricostruzione di questa chiesa abbattuta dalla forza del terremoto.
Bib.: Segnalato da Andrea Tertulliani.

Note: –

Foto: A. Tertulliani.

Sedimentologia sismologica; ovvero: i terremoti ritornano !

I terremoti ritornano, non è una frase fatta. La Chiesa del Santissimo Salvatore a Toro, un piccolo comune della provincia di Campobasso lo dimostra chiaramente. Questa visita vituale a un edificio storico dovrebbe farvi riflettere su chi realmente si dimentica dei terremoti.
Andiamo con ordine.

SS_ToroToro_1456A sinistra potete vedere la storia sismica di Toro. Questo grafico mostra che Toro è stata praticamente distrutta dai terremoti del 1456 (a destra) e del 1805 e ha subito danni gravi in occasione dei terremoti del 1885 e del 1913.
La chiesa del Santissimo Salvatore conserva numerose testimonianze dei terremoti che hanno interessato la comunità, svolgendo così anche un compito di “memoriale sismico”: chi visita questa chiesa non potrà dire di non essere stato informato che il terremoto è un fenomeno ben conosciuto in questo territorio. Grazie a Giovanni Mascia e al suo articolo del 2015 dal titolo Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro (cui rimandiamo per tutti i riferimenti archivistici e bibliografici del caso) siamo in grado di ricostruire la ‘sedimentologia sismologica’ della chiesa principale di Toro.
Il primo strato
L’arco centrale della chiesa è decorato da un’iscrizione dipinta che ricorda la dedicazione dell’edificio al Santissimo Salvatore (avvenuta l’8 settembre 1696). Non si parla di terremoti ma sappiamo, da una perizia del 17 agosto 1688, che la “Venerabil Chiesa Madre” di Toro insieme a tutte le altre chiese e a diverse case erano state “lese, roinate et affatto distrutte” dal terremoto sannitico del 5 giugno 1688, per un danno totale di più di 6500 ducati. È evidente che la necessità di riconsacrare la chiesa dipendeva da una precedente situazione di inagibilità conseguente all’evento sismico.
Il secondo strato
Un’iscrizione posta sopra il portale principale della chiesa attesta una nuova riapertura al culto. È il 1828: sono passati  23 anni dal terremoto molisano del 26 luglio 1805 che rase al suolo per intero – o quasi – (intensità al più del grado X) la città allora abitata da 2368 “anime”, provocando anche la morte di 274 abitanti. La chiesa, dice l’iscrizione, fu fortemente danneggiata.
toro_1913bIl terzo strato
Un’iscrizione murata nel Cappellone di san Michele (Foto Sandro Nazzario) ci ricorda che la seconda scossa del terremoto matese del 4 ottobre 1913  danneggiò la chiesa abbastanza gravemente da renderne necessaria la chiusura al culto per due anni. L’evento in questione causò danni gravi solo a pochi edifici di Toro ma comunque agitò molto la popolazione che si rifugiò negli “attendamenti” raffigurati nella cartolina illustrata a destra (ripresa da Mascia, 2015).
Il quarto strato
All’ingresso del Cappellone di san Michele una iscrizione ricorda che il terremoto irpino del 23 novembre 1980 contribuì (insieme alla vetustà e alle infiltrazioni di acqua piovana) a peggiorare le condizioni della chiesa fino a renderne necessaria una nuova chiusura al culto, prolungatasi fino al 1997. A questo proposito giova ricordare che in occasione del terremoto del 1980 è stato assegnato a Toro il grado V d’intensità, corrispondente a uno scenario di effetti che non prevede veri e propri danni agli edifici ma solo – occasionalmente – l’apertura di crepe negli intonaci di singoli edici già molto malandati.
Il quinto strato
Infine (per ora) nell’agosto del 2013 è stata posta nella chiesa una nuova lapide (a fianco dell’altare di san Giovanni Battista, navata di destra). Essa ricorda i danni causati dal terremoto molisano dell’ottobre 2002 e la conseguente nuova chiusura al culto dell’edificio sacro. Gli effetti di questo terremoto a Toro sono stati valutati di debole intensità (al più VI grado).

E’ finita così ? Secondo noi, no!
Osservando con attenzione il grafico della storia sismica di Toro si nota che, dopo i terremoti del 1456 e del 1805, l’evento sismico che ha causato a Toro i danni maggiori è quello di Campobasso del 26 dicembre 1885. Di questo evento apparentemente non ci sono memorie nella chiesa. In effetti però basta uscire fuori dalla chiesa per scoprire un’ulteriore lapide murata ai piedi della scalinata esterna. L’iscrizione ricorda che nel 1885 la gradinata fu rifatta “prima di ogni altra opera edilizia” e con denaro messo a disposizione del Comune per realizzare tali opere. Il quadro che emerge da queste scarne informazioni allude con ogni probabilità a una fase di riattamento degli edifici cittadini che ci viene spontaneo di mettere in relazione con l’evento del 1885. Auspichiamo che una nuova ricerca possa accertare se questa ipotesi è plausibile o no.

Di seguito le immagini delle lapidi ricordate nel testo.

Toro_1696Toto_1805Toro_1885Toro_1913Toro_1980Toro_2002

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 31 ottobre 2002

Testo: Il rovinoso sisma del 2002 /  questo tempio danneggiava / Rimase chiuso al culto / per un decennio / Il 24 agosto 2013 / S.E. arcivescovo metropolita / mons. Giancarlo M. Bregantini / riapriva al culto e l’altare / con rito solenne consacrava / grazie / ai fondi della Regione Molise / al proficuo impegno del sindaco / arch. Angelo Simonelli / e della comunità ecclesiale / si restituiva all’antico splendore / questo luogo sacro / Nell’Anno della fede / 2012 – 2013 //
Traduzione: 

Bib.: G. Mascia (2015). Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro. G. Mascia (1997).

foto di G. Mascia

Nota: –

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto..
Terremoto/i di riferimento: 23 novembre 1980

Testo: La polvere del tempo / le rovinose precipitazioni / l’impeto del sisma / che il 23 novembre 1980 / ne percosse ancora una volta le mura / avevano offuscato lo splendore / e minato la stabilità del tempio santo / che oggi / Domenica delle Palme 1997 / restituito a sicura magnificenza / dopo nove mesi d’interdizione dai divini uffici / e sette anni di restauri radicali / finanziati dallo Stato e dalla Regione Molise / su istanza del comitato parrocchiale / per gli affari economici / in persona del presidente Giuseppe Iacobacci / e dei parroci pro tempore / padre Ottaviano Priore O.F.M. / e padre Giacinto De Sanctis  O.F.M. /  apre di nuovo le porte ai fedeli / in rendimento di grazie e lode a Dio. //
Traduzione: 

Bib.: G. Mascia (2015). Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro. G. Mascia (1997).

foto di G. Mascia

Nota: –

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 4 ottobre 1913

Testo: Il secondo terremoto del 4 di ootobre 1913 / scosse e danneggiò non abbattette / questo tempio / che rimasto chiuso più di un biennio / nel presente 1916 / anno delle maggiori calamità / della guerra e della carestia / è risorto più solido e magnifico quasi nuovo / tale opera di restaurazione / che pare un miracolo / si è potuta compiere / mediante il concorso della carità cittadina / e della sovvenzione governativa / e tramandarne il ricordo ai posteri / è doveroso / Il cav. Luigi Alberto Trotta compose l’incisione / il dottor Nicola Petrucci la fece incidere / e qui collocare a sue spese / 6 agosto 1916 //
Traduzione: 

Bib.: G. Mascia (2015). Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro. G. Mascia (1997).

foto di S. Nazzario

Nota: –

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto..
Terremoto/i di riferimento: 26 luglio 1805

Testo: D.O.M. / templum hoc in honorem S.S. Salvatoris / olim fundatum / tum immani vi terraemotus / anno R.S.  MDCCCV collapsum / ne quid divinus cultus detrimenti / ulterius pateretur / civium pietas collato aere restituit / ac munificentissime exronavit A. D. MDCCCXXVIII / id ne ignorarent posteri / aeternum lapidem ponendum curavit//
Traduzione:  A Dio ottimo e massimo questa chiesa un tempo costruita in onore del Santissimo Salvatore e poi caduta a terra per l’immensa forza del terremoto dell’anno 1805 dalla Redenzione, affinché il culto divino non fosse più a lungo impedito, dalla pietà dei cittadini dopo aver raccolto il denaro necessario, fu restituito e decorato con grande munificenza nell’anno del Signore 1828. Affinchè i posteri lo sapessero curò l’apposizione di questa eterna pietra.

Bib.: G. Mascia (2015). Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro. G. Mascia (1997).

foto di Sergio De Vivo

Nota: –

Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore

Toro_1696Toro (CB) – Chiesa del Santissimo Salvatore (Chesa Madre)
Lapide commemorativa.
Terremoto/i di riferimento: 5 giugno 1688

Testo: A.M.D.G. /  ECCLESIAM HANC IN HONOREM S.S. / SALVATORIS SOLEMNI POMPA DICA/TA DIE VIII MENSIS SEPTEMBRIS / MDCXCVI //
Traduzione:  A Maggior Gloria di Dio Questa chiesa in onore del Santissimo Salvatore con grande magnificenza fu dedicata l’8 settembre 1696

Bib.: G. Mascia (2015). Terremoti e culto della personalità nelle lapidi della chiesa parrocchiale di Toro.

foto di Giovanni Mascia

Nota: la relazione tra iscrizione e terremoto del 5 giugno 1688 è desunta da un atto, stilato il 17 agosto 1688 dal notaio Pietrantonio Mancini di Campodipietra e conservato presso l’Archivio di Stato di Campobasso. A due mesi e mezzo dal terremoto,  Nicola Gammiero, “Architector et magister fabricator” di Ripalimosani, attesta che, “essendo stato richiesto dalli Magnifici del pubblico Governo della detta Terra di Toro a dovere riconoscere et apprezzare il danno patito in essa terra per causa del detto terremoto per la Venerabil Chiesa Madre, Campanile, per la Venerabil Chiesa della Santissima Annunziata, per la Venerabil Chiesa di San Mercurio, per lo Venerabil Monastero di detta Terra di Toro, e diverse altre case lese, roinate [sic] et affatto distrutte, fatta detta ricognizione et apprezzo a minuto, e con misura, ha ritrovato che per dette roine [sic] e lesioni fra mastrìa [sic], calce, arena, travi, travicelli, imbrici et altro di danno docati 6.556” (G. Mascia, 2015). La lapide sicuramente restaurata probabilmente dopo il terremoto del 2002,  sembra essere sopravvissuta al terremoto del 1805 e di quelli successivi del 1913, del 1980 e del 2002 che la interessarono con danni anche severi.