Amelia (TR): Porta Romana

DSC06456DSC06454Amelia (TR) – Porta Romana
Commemorazione di scampato pericolo.
Terremoto/i di riferimento: gennaio e febbraio 1703


Testo: Civitas Mariae Virginis / In nomine Iesu / a terraemotibus liberata / A[nno] D[omini] MDCCIII //

Traduzione: Città della Vergine Maria, nel nome di Gesù liberata dai terremoti nell’anno del Signore 1703.
Bib.: M. Baratta (1899). Saggio dei materiali per una storia dei fenomeni sismici avvenuti in Italia raccolti dal Prof. Michele Stefano de Rossi. Boll. Soc. Geol. It., 18 (p. 442). 

Ringraziamo i nostri cortesi collaboratori Adelfina Grilli e Roberto Benocci.

Foto di Roberto Benocci

 

Tito (PZ) – Sagrestia della Congrega della Madonna del Carmine (distrutta)

Tito14561Tito (PZ) – Sagrestia della Congrega della Madonna del Carmine (distrutta)
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 31 luglio 1561

Testo: Domus h[a]ec noviter constru/cta fuit per venerabilem dom[inum] / Primum de Suma patronum ad honore[m] / s[anc]ti Antonii d[e] Padua an[n]o D[omi]ni 1568 qu[a]e/  tota corruit a terr[a]emotu ultimo die Iulii A[nno] D[omini] 1560 //
Traduzione: Questa casa è stata ricostruita dal venerando patrono don Primo de Suma in onore di s. Antonio da Padova nell’anno del Signore 1568, dopo che era crollata totalmente a terra per il terremoto del 31 luglio 1560 [sic].

Bib.: N. Laurenzana (1989). Tito. Storia, vicende, personaggi, usi e costumi, fede, Cassola, EditoreMoro (p. 58).

Nota: Cfr. il Discorso del terremoto (sec. XVI) di Colanello Pacca (Società napoletana di storia patria, Fondo sismico, ms. 7/A3) per quanto riguarda la datazione dell’evento al 1561. La chiesa della Congrega della Madonna del Carmine è stata rasa al suolo dal terremoto del 23 novembre 1980.

Foto di Romano Camassi