Siena (SI) – Tabernacolo di Via Campansi

MAdonna del Tendi
Siena (SI) – Tabernacolo di Via Campansi.Scaler

Immagine ridipinta «a spese dei devoti» a seguito di terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798.
Testo:-.
Traduzione:  -.
Bib.: A.F. Bandini, Diario senese (1798), Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, ms. D.III.14, c. 113v;
A. Leoncini, I Tabernacoli di Siena, Siena, 1994.

Nota: Madonna col Bambino e santi (1798) del pittore perugino Antonio Castelletti. Dai documenti citati in Leoncini (1994) risulta che l’opera sostituì un’altra immagine andata distrutta nel terremoto del 28 maggio 1798. Il diarista Anton Francesco Bandini precisa che l’immagine fu fatta ridipingere dagli abitanti della zona (certo a titolo di ex voto per lo scampato pericolo) e inaugurata con una festa rionale l’11 agosto 1798: «11 agosto 1798 […] Festa alla Madonna del Tendi in Comollia [sic] ridipinta dal Castelletti. In quest’oggi è stata fatta festa alla Madonna della casa del maniscalco Tenti [sic] in prospettiva per andare alle Madri di Campansi, ed alla strada di Comollia [sic], e ciò fatto per essere stata la medesima Immagine ridipinta dal Castelletti a spese dei devoti della medesima circonvicini».

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

Siena (SI) – Duomo

DuomoSiena (SI) – Duomo.
Commemorazione di restauri [probabile]
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798
Testo: […] Pannilini [?] / [….] restaurar [….] / 1[…] [?] //
Traduzione:  –
Bib.: –
Nota: Al centro del primo arco della navata centrale del Duomo (visibile dal ballatoio della controfacciata in occasione dell’iniziativa «La Porta del Cielo») c’è un cartiglio dipinto contenente una scritta che con ogni probabilità allude al restauro dell’edificio, curato dopo il terremoto del 1798 dall’allora Rettore dell’Opera del Duomo, Adriano Gori Pannilini.

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti. 

Fotografia di Viviana Castelli.

Siena (SI) – Biblioteca Comunale degli Intronati (Sapienza)

SienaSapienza_1798Siena (SI) – Biblioteca Comunale degli Intronati (già Palazzo della Sapienza)
Commemorazione di restauri.
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798 

Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / Veterrimam aedem hanc informem et conlabentem / at pauperum levamen in summa frugum inopia / elegantius a fundamentis evectam anno MDCCLXVII / inde anno MDCCLXXII / Petro Leopoldo A[b] A[ustriae] M[agno] D[uce] Aetruria probante / Duplici ara pictura opere plastico ornatam / ab equite Antonio Bargagli rectore / demum / ab exitiali terraemotu anno MDCCXCVIII hinc illinc labefactatam / in integrum restituit / Ansanus Luti Metrop[olitanae] Eccles[iae] archipresb[yter] atque hujus regii athenaei / rector et praeses an[no] MDCCCIV //

Traduzione:  A Dio ottimo massimo. Questo antichissimo edificio ormai indecoroso e fatiscente, nell’anno 1767 fu ricostruito da cima a fondo in forme più eleganti  per dare lavoro ai poveri in un periodo di grandissima carestia. Poi nel 1772, col permesso di Pietro Leopoldo d’Austria granduca di Toscana, fu abbellito di un doppio altare con decorazioni pittoriche e a stucco dal cavalier Antonio Bargagli rettore. Danneggiato infine qua e là dal micidiale terremoto dell’anno 1798,  Ansano Luti, arciprete della cattedrale e rettore di questo regio ateneo l’ha restaurato nell’anno 1804. 

Bib.:  Cecchini, Il terremoto del 1798 e alcuni edifici monumentali senesi. Bullettino senese di storia patria, s. 3, II (1943), 1, pp. 10-22.
Nota: Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

Fotografia di Marina Gennari.

Siena (SI) – Chiesa di San Cristoforo

Siena_S_CristoforoSiena (SI) – Chiesa di San Cristoforo (Piazza Tolomei)
Commemorazione di restauri.
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798
Testo: D[o] O[ptimo] M[aximo] / in honorem / divi Christophori / a[nno] D[omini] MDCCC //
Traduzione: A Dio ottimo massimo in onore di san Cristoforo nell’anno del Signore 1800.

Bib.: Marina Gennari,L’orribil scossa della vigilia di Pentecoste. Siena e il terremoto del 1798, Il Leccio, 2005.
Nota: Per quanto l’iscrizione non contenga la parola terremoto, esiste ampia documentazione dei danni causati dal terremoto del 1798, a seguito dei quali l’antichissima chiesa di San Cristoforo dovette essere scorciata di tutta la prima campata e munita di una nuova facciata in stile neoclassico.

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

 

Fotografia di Viviana Castelli.

Siena (SI) – Chiesa di San Martino

Siena_S_Martino1798Siena (SI) – Chiesa di San Martino
Commemorazione di restauri
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798
Test: Fornices / terraemotu fatiscentes / murosque rimis hiantes / huius coenobii sodales / aere suo restituere / a[nno] D[omini] MDCCC //
Traduzione: Nell’anno del Signore 1800 i sodali di questo convento hanno restaurato a loro spese gli archi rovinosi per il terremoto e i muri in cui si erano aperte crepe.
Bib.: A.F. Bandini, Diario senese (1800), Biblioteca comunale degli Intronati, Siena, ms. D.III.16, c. 149r.
Note: Bandini riporta che l’iscrizione fu inaugurata il 7 luglio 1800 in occasione della riapertura della chiesa.

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

Fotografia di Viviana Castelli.

Siena (SI) – Palazzo Venturi Gallerani (2)

EpigrafepioviSiena (SI) – Giardino di Palazzo Venturi Gallerani (Via delle Cerchia, 5)
Epigrafe commemorativa di episodio avvenuto in occasione di un terremoto
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798
Testo: In hoc loci vestigio / Pius VI Pontifex Maximus / ob repetitos terrae tremitus / ex operto egressus / in exaphoro / sub dio coenaturus / ad mensam assedit / anno MDCCXCVIII VII kal. Iunias //
Traduzione:  In ricordo di questo luogo (dove) Papa Pio VI uscito all’aperto in lettiga a causa di ripetute scosse della terra si sedette a mensa per rifocillarsi sotto la volta del cielo.  
Bib.: P. Baldassarri, Relazione delle avversità e patimenti del glorioso Papa Pio VI negli ultimi tre anni del suo pontificato, Milano 1842.
V. Castelli, Ricordarsi del terremoto. Tracce senesi di una memoria sismica collettiva, Bullettino Senese di Storia Patria, CXVI, 2009, pp. 316-346. 

Nota:  Pio VI  esiliato da Roma il 15 febbraio 1798 (in seguito all’occupazione francese) soggiornò a Siena dal 24 febbraio al 1 giugno 1798. Il terremoto del 26 maggio 1798 lo costrinse ad abbandonare la sua residenza nel convento di Sant’Agostino per rifugiarsi nel vicino palazzo Venturi Gallerani, Giuseppe Venturi Gallerani, il padrone di casa, avrebbe più tardi disseminato il suo palazzo di ricordi del suo illustre visitatore.
Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

PioVIparte

 

 

Siena (SI) – Palazzo Venturi Gallerani (1)

Senza titolo Sopra porta cappella_VenturiGalleraniSiena (SI) – Palazzo Venturi Gallerani (Via delle Cerchia, 5)
Commemorazione di visita papale in tempo di terremoto.
Terremoto/i di riferimento: 26 maggio 1798 
Testo: Pius VI Pont.[ifex] Max.[imus] / Anno MDCCXCVIII VII Kalendas Iunias / concussa magnis motibus terra / aedibusque ceteris ruina fatiscentibus / hanc in domum hospitio exceptus / heic supplex / ad aram Beati Andreae Gallerani / cui pridem caelitum honores / per immemorabilis aevi spatia tributos / apostolica sanxerat auctoritate / dum sacra fierent / periculum deprecatus / cladem civium exxcidium urbis avertit / Joseph Venturius Galleranius tanti hospiti / praesentia aucta constantia ac fide confirmata / ad memoriam posteritatis sempiternam.//
Traduzione: Pio VI pontefice massimo, accolto in questa casa il 26 maggio 1798 dopo che grandi scosse di terremoto avevano reso pericolanti gli altri edifici, qui venne a supplicare il beato Andrea Gallerani (di cui aveva in precedenza ufficializzato coll’autorità apostolica il culto che già da secoli gli tributava la devozione popolare), e pregandolo ottenne che venisse evitata la distruzione della città. Giuseppe Venturi Gallerani pose in ricordo della presenza dell’ospite augusto a conferma della fede e perché ne resti eterna memoria.

Bib.: Baldassarri, Relazione delle avversità e patimenti del glorioso Papa Pio VI negli ultimi tre anni del suo pontificato, Milano 1842.
V. Castelli, Ricordarsi del terremoto. Tracce senesi di una memoria sismica collettiva, Bullettino Senese di Storia Patria, CXVI, 2009, pp. 316-346. 

Nota: Pio VI  esiliato da Roma il 15 febbraio 1798 (in seguito all’occupazione francese) soggiornò a Siena dal 24 febbraio al 1 giugno 1798. Il terremoto del 26 maggio 1798 lo costrinse ad abbandonare la sua residenza nel convento di Sant’Agostino per rifugiarsi nel vicino palazzo Venturi Gallerani. L’epigrafe si trova nell’atrio del palazzo, sopra la porta della cappella dedicata al beato Andrea Gallerani.

Breve descrizione del terremoto del 1798 nel blog INGV Terremoti.

Fotografia di Viviana Castelli.

 

 

 

Zegliacco (frazione di Treppo Grande, UD) – casa colonica non identificata

Zegliacco_scritta noZegliacco (frazione di Treppo Grande, UD) – casa colonica non identificata
Attestazione di inagibilità dell’edificio 
Terremoto/i di riferimento: 6 maggio 1976
Testo: No //
Trad.: 
Bib.: Il Comune di Treppo Grande. Semestrale d’informazione del  Comune di Treppo Grande, anno XX, n. 1, maggio 2006.
Note: la scritta “NO” tracciata sui muri delle case lesionate ne indicava l’inagibilità.
Descrizione del terremoto del 6 maggio 1976 nel blog INGV Terremoti.

Fotografia © Alvio Baldassi.

Talmassons (frazione di Flambro, UD) – Chiesa di S. Antonio Abate

flambro saaTalmassonsTalmassons (frazione di Flambro, UD) – Chiesa di S. Antonio Abate
Commemorazione di ricostruzione. 
Terremoto/i di riferimento: 6 maggio 1976
Testo: Questa antica chiesetta / nel 1400 dalla fede degli avi / dedicata a s[ant’]Antonio abate / diruta dal tempo e dal terremoto del 1976 / il Gruppo Alpini di Flambro / con l’aiuto delle comunità / di Lestizza, Talmassons e Flambro / volle restaurarla nel 1982 / a perenne ricordo di tutti / gli alpini caduti e dispersi //

Trad.:
Bib.: Gruppo Alpini di Flambro, Visita a S. Antonio di Flambro, 2001.

Note: descrizione del terremoto del 6 maggio 1976 nel blog INGV Terremoti.

Ringraziamo Aldo Taboga, presidente dell’associazione «Di ca e di là dal Nadison» per il permesso di riprodurre l’immagine.

Foto ©  Associazione «Di ca e di là dal Nadison».