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Poreta (Spoleto, PG) – Chiesa di Santa Maria della Misericordia (già San Cristoforo)
Commemorazione di danni e ricostruzione.
Terremoto/i di riferimento: 14 gennaio 1703, 2 febbraio 1703

Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / Vetusta haec aedes olim parochialis / D[ivo] Christophoro castri Poretarum patrono sacra / in ruinis terraemotus MDCIII fere collapsa / altare sacerdotibus destituta iacebat / gratiis et miraculis B[eatae] M[ariae] V[irginis] hic in muro depictae / fidelium devotione excitata / populus undique ab anno MDCCLXXXIX / ad venerandam ejus imaginem properavit / quisque ipsa protegente cumulatus beneficiis / Franciscus M[aria] Loccatelli Martorelli Ursini episcopus Spoleti / qui / sacram aedem et imaginem prodigiis insignem prius visitavit / altare erexit benedixit sacrum fecit / piis eleemosynis restaurari curavit auxit ornavit / anno Salutis MDCCXCII //
Trad.: Traduzione: A Dio onnipotente. Questa antichissima chiesa un tempo parrocchiale e dedicata a san Cristoforo, patrono del castello di Poreta, dopo essere quasi del tutto crollata nelle rovine del terremoto del 1703 rimase in abbandono senza altare né sacerdoti. Ridestata poi la devozione dei fedeli per le grazie e i miracoli della beata Vergine Maria qui dipinta in un muro, dall’anno 1789 il popolo cominciò a venire qui da ogni luogo per venerare l’immagine, ogni cui protetto veniva coperto di benefici, Francesco Maria Loccatelli Martorelli Orsini, vescovo di Spoleto, dopo aver visitato il sacro edificio e l’immagine miracolosa, fece ricostruire l’altare, lo benedì e consacrò e, con le offerte dei devoti,  curò il restauro dell’edificio, ampliandolo e ornandolo nell’anno 1792 della Salvezza.
Bib.: S. Sorcini, Poreta, Chiesa di Santa Maria della Misericordia, I Luoghi del silenzio, (2016).

Note: La chiesa, di origine medievale e dedicata a San Cristoforo, fu gravemente danneggiata dai terremoti del gennaio-febbraio 1703, come tutto il castello di Poreta (descritto come «quasi diruto e abbandonato» in una visita pastorale del 1713). Su uno dei muri rimasti in piedi era affrescata un’immagine della Madonna della Misericordia, che divenne oggetto di grande devozione. Lo sviluppo del culto portò, a fine Settecento, alla ricostruzione della chiesa  (L. Di Marco, Le due chiese di S. Cristoforo a Poreta.  Spoletium, Edizioni dell’Accademia Spoletina, 1979).

Ringraziamo la redazione del portale I Luoghi del silenzio per averci permesso di riprodurre la foto riportata in questa scheda.

Fotografia: © Silvio Sorcini, Alberto Monti.