Guardiagrele (CH) – Collegiata di Santa Maria Maggiore

guardiagreleGuardiagrele (CH) – Collegiata di Santa Maria Maggiore.
Commemorazione di scampato pericolo.
Terremoto/i di riferimento: 10 settembre 1881.
Testo: Guardiagrelis / terraemotu liberata / divi Emygdii intercessione / quarto idus Septembris anni MDCCCLXXXI / giugno 1882. //
Trad.: Guardiagrele, liberata dal terremoto il 10 settembre 1881 per intercessione di sant’Emidio, [questo ricordo pose nel mese di] giugno 1882.
Bib.: F. Savarese, A. Tertulliani e F. Galadini, (2011). Le fonti sul terremoto del 10 settembre 1881 in provincia di Chieti: revisione critica e nuove conoscenze. Bollettino della Deputazione abruzzese di storia patria, 102, pp. 155-177.
Note: L’epigrafe è murata sotto una nicchia contenente la statua di sant’Emidio.

Fotografia di Massimiliano Stucchi.

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Chieti (CH) – Chiesa della Santissima Trinità

chieti_1805Chieti (CH) – Chiesa della Santissima Trinità
Commemorazione di scampato pericolo.
Terremoto/i di riferimento: 26 luglio 1805
Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / Longo terribilique motu / terra tremuit sereno coelo silentibus ventis / die XXVI Iulii MDCCCV / hora noctis secunda iam elapsa / tanto exterriti flagello omnes pene cives Teatini / ad divi Iustini aedem clamantes / summa fide muniti et humiliter deprecantes / eumdem sanctum protectorem / ad hanc SS. Trinitatis ecclesiam ubi sacellum ac reliquia / sancti Emygdii iampridem colebatur / comitante pariter ill[ustrissi]mo et r[everendissi]mo d[omi]no Francisco Xaverio Bassi / archiepiscopo comitlive [sic] Teatino / devota supplicatione protinus extulerunt / post tres horas iterum concussa / forti sed brevi admodum momento / et postea quievit / nullum vel paululum damni signum reunivens / quum urbe Teatina eiusque dioecesis incolumem [sic] sese noverit / dirutis tunc temporis ac fatiscentibus quamplurimis/ provinciae comitatus Molisii locis nostrae finitimis / divo Iustino tutelari praesentissimo / ac S. Emygdio singulari advocato / ad perpetuam rei memoriam / hoc grati animi monumentum / posuit //
Trad.: A Dio ottimo massimo. Il giorno 26 luglio 1805 quando già era passata la seconda ora della notte la terra tremò con lungo e terribile moto mentre il cielo era sereno e tacevano i venti. Atterriti da tanto flagello quasi tutti i cittadini di Chieti imploranti al tempietto di San Giustino con grandissima fede e supplicando umilmente lo stesso santo patrono in questa chiesa della Santissima Trinità in cui già da prima si venerava un sacello e la reliquia di sant’Emidio innalzarono continue e devote suppliche insieme all’illustrissimo e reverendissimo signore Francesco Saverio Bassi arcivescovo e conte di Chieti. Dopo tre ore [la terra] fu di nuovo scossa per un forte ma brevissimo momento e poi si acquietò. La citta di Chieti con la sua diocesi, riconosciutasi incolume senza alcun segno di danno o con un minimo danno, mentre moltissimi luoghi della provincia del contado di Molise a noi confinanti erano diruti e fatiscenti, con grato animo a perpetuo ricordo pose questo monumento a san Giustino efficacissimo protettore e a sant’Emidio particolare avvocato.
Bib.:
Note:
Ringraziamo Marco Martini per la segnalazione di questa dettagliata lapide.

Foto di Marco Martini (@marcomartini_it)

Opi (AQ) – Chiesa di Santa Maria Assunta


Opi (AQ) – Chiesa di Santa Maria AssuntaOpi1654Opi_1654_2

Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto.
Terremoto/i di riferimento:  24 luglio 1654

Testo: Hoc templum / dirutum a terremotu sub die / xxiiii mensis Iuliii 1654 reaedifica/tum est a[nno] D[omini] 1656 //
Traduzione: Questa chiesa distrutta dal terremoto il 24 luglio 1654 fu ricostruita nell’anno del Signore 1656.

Note: Iscrizione murata sopra l’acquasantiera a destra della porta.
Bib.: A.M. Socciarelli, (2016). I terremoti nella Marsica precedenti il 1915 nella documentazione d’archivio, Quaderni di Geofisica, 132.

Foto di Antonio Maria Socciarelli

Lucoli Alto (AQ): chiesa di San Michele

Lucoli alto b Lucoli_alto1Lucoli Alto (AQ) – chiesa di San Michele 
Commemorazione di ricostruzione a seguito di terremoto
Terremoto/i di riferimento: 13 gennaio 1915
Testo: Templum hoc / vi terraemotus eversum / Ambrosius Ammanniti abbas / populo Luculensi adiuvante / reficiendum curavit / MCMXXXVIII //

Trad: Nel 1938 l’abate Ambrogio Ammanniti, con l’aiuto del popolo di Lucoli, ha curato la ricostruzione di questa chiesa abbattuta dalla forza del terremoto.
Bib.: Segnalato da Andrea Tertulliani.

Note: –

Foto: A. Tertulliani.

Avezzano (AQ) – Casa Palazzi, Corso Garibaldi 54

8086246 UntitledAvezzano (AQ, Abruzzo) – Casa Palazzi, Corso Garibaldi 54
Commemorazione di sopravvivenza a terremoto
Terremoto/i di riferimento:  13 gennaio 1915
Testo : Unica casa / che ha resistito / al terremoto del 13-1-1915 //

 Bib.: R. Galeotti, 2015. La casa che sfidò il sisma # Avezzano15
 Foto: © Mauro Di Giovanni, 2008.

L’Aquila (AQ): Chiesa di San Giuseppe Artigiano

2009L’Aquila (AQ) – Chiesa di San Giuseppe Artigiano
Commemorazione di restauro
Terremoto/i di riferimento: 6 aprile 2009
Testo: Questo antico tempio dedicato a San Biagio di Amiternum / per la quinta volta nella storia veniva rovinosamente ferito / nel sisma del 6 aprile 2009. / La generosità e l’attenzione della FONDAZIONE ROMA, presieduta dal Prof. Avv. F.M. Emanuele, / provvedeva a sostenerne il totale recupero e la valorizzazione / attraverso nuove opere d’arte e l’adeguamento liturgico, / potendo così riconsegnarlo alla Comunità de L’Aquila / come segno di rinascita e aiuto concreto / nella ricostruzione della Città e dell’intero territorio. / L’Arcidiocesi de L’Aquila, / nella persona del Suo Arcivescovo Mons. Giuseppe Molinari, / a nome della Chiesa e della città aquilana, / riconoscente ringrazia / e benedice quest’opera di carità e bellezza. / 22 luglio 2012. //
Traduzione: –
Nota: L’attuale basilica di San Giuseppe Artigiano ha cambiato intitolazione più volte. La chiesa originale, dedicata a San Vittorino di Amiterno fu distrutta nel 1259 e in seguito ricostruita; dal 1326 è attestata l’intitolazione di un nuovo edificio a San Biagio di Amiterno. Questa chiesa fu distrutta dal terremoto del 1703, ricostruita durante il XVIII secolo, sconsacrata ai primi del XX secolo e adibita, nel 2008, a cappella universitaria col titolo di San Giuseppe Artigiano. La chiesa, danneggiata dal terremoto del 2009 è stata restaurata e riaperta al culto nel 2012.

Fotografia di Viviana Castelli