Argenta (FE) – Chiesa di San Nicolò (distrutta)

Argenta (FE) – Chiesa di San Nicolò (distrutta)
Terremoto/i di riferimento: 19 marzo 1624

Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] & Divo Joseph, ob cujus supernam opem sedato horribili terraemotu die XIX Martii MDCXXIX [sic] contremiscens clerus, populusque Argentae, quot annis ex voto decrevit ad Deiparam Cellettae in eiusdem Divi Joseph festo processionaliter pergere, & ibi sacrum solemniter decantare, ac postridie processionem repetere: quod ut posteris viveret, huic perenni lapidi tradidere consules die XII Maii MDCLXIX //

Traduzione: A Dio onnipotente e a san Giuseppe, per la cui celeste intercessione si placò l’orribile terremoto del giorno 19 marzo 1629 [in realtà nel 1624], il tremante clero e popolo di Argenta stabilì per voto di andare in processione tutti gli anni al santuario della Madonna della Celletta nel giorno della festa del medesimo san Giuseppe, per celebrarvi solennemente una messa cantata e poi tornare indietro in processione. Perché ciò resti noto ai posteri i consoli hanno ordinato di porre questa pietra perenne, il 12 maggio 1669.

Bib.: F. L. Bertoldi, s.d. (1761?). Storia della miracolosa immagine di Santa Maria ovvero della Madonna della Celletta nella terra d’Argenta data alle stampe da Francesco Leopoldo Bertoldi sacerdote argentano, Faenza, 150 pp.

Note: l’epigrafe si trovava nella chiesa di San Nicolò ad Argenta, distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Il testo è riportato a p. 53 di Bertoldi (1761?).

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