Torremaggiore (FG) – Chiesa matrice di San Nicola

Torremaggiore (FG) – Chiesa matrice di San Nicola (facciata, sopra la porta laterale destra).
Commemorazione di ricostruzione.
Terremoto di riferimento: 30 luglio 1627.
Testo: Mille sexcentum viginti / iungito septem / insolitis terraemotibus / ecce ruit / templum cum Turrimaiori / postea structum / exiguis populi sumptibus / atque fuit 1631 //
Trad.: Nel 1627 ecco che  insieme a Torremaggiore, crollò per insoliti terremoti la chiesa, poi ricostruita con i modesti mezzi della popolazione e ciò avvenne nel 1631.
Bib.: M. Zifaro, Libretto guida alla chiesa matrice di San Nicola, Archeoclub Torremaggiore, s.d.
Note: -.

Fotografia: Matteo Zifaro.

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Nardò (LE) – Chiesa di San Domenico (campanile)

Nardo_S_DomenicoNardò (LE) – Chiesa di San Domenico (campanile)
Commemorazione di ricostruzione.
Terremoto/i di riferimento: 20 febbraio 1743
Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] /votu[m] 1745 / a terrem[otibu]s //
Trad.: A Dio ottimo massimo, nel 1745 per voto, dopo i terremoti. 
Bib.: Salentoacolory
Note: –

Ringraziamo Alessandro Romano per aver consentito la riproduzione dell’immagine.

Foto © Salentoacolory

Lecce (LE) – Basilica di Santa Croce

S_Oronzo_1743Lecce (LE) – Basilica di Santa Croce
Commemorazione di scampato pericolo
Terremoto/i di riferimento: 20 febbraio 1743

Testo: 1743/ Foi s[antu] Ronzu ci ni leberau / de lu gra[n] terramotu, ci faciu / a binti de frebaru, tremulau, / la cetate nu piezzu, e no[n] cadiu. / Iddu, iddu de celu la guardau, / e nuddu de la gente nde patiu / è [”]rande santu!, ma de li santuni / face [‘]razie, e meraculi a migliuni  //

Oronzo_1743

Traduzione:  1743. Fu sant’Oronzo che ci liberò / dal grande terremoto che ci fu / il 20 di febbraio, tremolò / la città per un pezzo e non crollò. / Esso, esso dal cielo la guardò / e nessuno del popolo patì. / E’ un grande santo!  Anzi, uno dei santoni [dei santi più grandi], / e fa grazie e miracoli a milioni.

Bib.: –

Nota: la scritta rimata, in dialetto leccese, campeggia in un cartiglio dipinto alla base di una pala d’altare raffigurante il santo in atto di benedire la città e gli abitanti inginocchiati in preghiera (quinto altare a destra).

Serracapriola (FG) – Edificio non identificato


santamariainsilvis_serracapriola_2Serracapriola (FG) – Edificio non identificato
Commemorazione di terremoto.
Terremoto di riferimento: 30 luglio 1627.

Testo: Terre/motus / an/no / D[omi]ni / 1627 //
Trad: Terremoto nell’anno del Signore 1627.

Bib.: Un tremuoto orribile de’ suoi fe’ Serra avello. La Portella, a. II, n. 4

Foto: R. Ciarallo
Nota: –

Ripalta (Cerignola, FG) – Santuario della Madonna di Ripalta

1437387121412_M5_width Santuario della Madonna di Ripalta (Cerignola, FG, Puglia)

Commemorazione di pellegrinaggio a seguito di terremoto

Terremoto/i di riferimento: 3 dicembre 1931

Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / da questa sacra ripa / il 3 dicembre 1931 / la vetusta icona di Maria S[anti]s[sima] di Ripalta / sospinta da un’onda di popolo / dverso la sua diletta Cerignola / trepidante per violento terremoto / spiegava / Madre di misericordia/ del Suo patrocinio / la potenza trionfatrice / Autorità clero popolo / nel giorno anniversario / di sì materno favore / convenuti in devoto pellegrinaggio / le glorie della celeste patrona / dei posteri in memoria perpetua / qui scolpivano / 3 dicembre 1932 // 

Traduzione:  

Bib.: – 

Foto © Beweb.

Mattinata (FG) – Chiesa di Santa Maria della Luce

MattinataMattinata1892-1894 (FG, Puglia) – Chiesa di Santa Maria della Luce

Commemorazione di scampato pericolo

Terremoto/i di riferimento: sequenza sismica 1892-1894 (eventi principali 20 aprile 1892, 10 agosto 1894)

Testo: D[eo] O[ptimo] M[aximo] / alla Madre della vera Luce / Maria SS. / il popolo di Mattinata miracolosamente / salvato dal flagello degli innumerevoli terremoti / dal 20 aprile 1892 al 14 febbraio 1894 / accentuatisi orribilmente nella notte del 10 agosto 1893 / quando disperava la vista dell’alba novella / questo tenue ricordo devotamente / consacra / 15 settembre 1894 // 

Traduzione:  

Bib.: – 

Foto di Romano Camassi.